L’ho dato a chi glassa cinquanta pezzi alla mattina, non a chi fa il cioccolatino da concorso.
Tre laboratori, dieci giorni, una sola domanda: dove ti fa risparmiare tempo e dove invece non basta.
Ecco cosa è uscito, compresa la cosa su cui tutti e tre sono stati d’accordo.
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Il punto su cui erano tutti d’accordo: non si tempera
Questo è il motivo per cui un surrogato esiste, e chi lavora lo capisce in mezza giornata.
Un cioccolato di copertura vero va temperato: curva di temperatura, marmo o macchina, e se sbagli ti ritrova la glassa opaca e striata. Un surrogato lavora con grassi vegetali alternativi al burro di cacao, quindi si scioglie e si usa. Lucido, stabile, senza affioramenti.
Per chi glassa bignè, eclair, torte e biscotti in serie, questo è tempo di laboratorio recuperato ogni singola mattina. E il tempo è la voce di costo che non recuperi mai.
Dove hanno detto che non basta
Su questo sono stati onesti, e lo riporto per intero: per la cioccolateria d’autore non è il prodotto giusto.
Se vendi praline con il cru dichiarato in etichetta, se il cioccolato è il tuo prodotto firma, ti serve una copertura vera. Il surrogato non è una scorciatoia qualitativa da spacciare come alta cioccolateria.
Lavora dove serve volume costante con finitura lucida: glassature, colature, farciture, biscotteria. Sapere quale delle due strade stai percorrendo è l’unica cosa che conta davvero.
Dove lo hanno usato
- Glassatura di bignè ed eclair — l’uso più frequente in tutti e tre i laboratori
- Colature su torte e plumcake — effetto lucido che tiene in vetrina
- Biscotti ricoperti — metà immersione, prodotto da banco
- Cornetti e brioche — decorazione a filo
- Base per creme e ganache di servizio
- Gelateria — copertura per stecchi e coni

I tre accorgimenti che hanno fatto la differenza
- Scioglierlo dolcemente. A bagnomaria o in fondiroli a temperatura moderata, non sul fuoco diretto. Surriscaldarlo rovina la fluidità.
- Prodotto da glassare asciutto e freddo. Un bignè umido ti fa venire la glassa opaca, e la colpa non è del cioccolato.
- Scolare bene. Immersione, sgocciolatura sulla griglia, e via. Lo strato spesso non è più buono: è solo prodotto in eccesso che paghi tu.
Per le temperature di lavoro esatte segui la scheda tecnica, che cambia da formulazione a formulazione.
Il conto
Pesa quanto resta effettivamente su un pezzo dopo la sgocciolatura: sui bignè parliamo di pochi grammi. Dividi il prezzo del formato per quei grammi e ottieni il costo di glassatura per pezzo.
Ora aggiungici il costo che non paghi: nessun temperaggio, nessuno scarto da glassa venuta male, nessun tempo macchina. È l’unico confronto sensato tra un surrogato e una copertura.
Domande frequenti
Come si usa Nutkao Surrogato di Cioccolato Fondente in laboratorio?
Si scioglie dolcemente, a bagnomaria o in fondiroli a temperatura moderata, e si usa direttamente senza temperaggio. Il prodotto da glassare deve essere asciutto e freddo; dopo l’immersione va sgocciolato su griglia per evitare strati spessi. Per le temperature di lavoro e la conservazione fai riferimento alla scheda tecnica e all’etichetta.
Per quali attività è indicato Nutkao Surrogato di Cioccolato Fondente?
Pasticcerie, bar con laboratorio, forni e gelaterie che glassano in serie: bignè, eclair, torte, plumcake, biscotti ricoperti, decorazioni a filo, coperture per stecchi e coni. Non è il prodotto adatto alla cioccolateria d’autore, dove serve una copertura con burro di cacao.
Vedi la gamma nella collezione Cioccolati e Surrogati. Per la versione al pistacchio leggi l’articolo sul surrogato al pistacchio.
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