Due brioche in vetrina. Stesso banco, stesso prezzo.
Una è alta, filante, si sfoglia tra le dita. L’altra è un panino dolce.
Il cliente non sa dirti perché, ma la seconda volta chiede la prima. E a quel punto puoi alzare il prezzo senza che nessuno fiati.
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W320: cosa vuol dire e perché ti riguarda
Il W misura la forza della farina, cioè quanto l’impasto regge la lievitazione prima di cedere.
Per capirlo in pratica:
- W 130–170 — frolle e biscotti. Impasti che non devono crescere.
- W 220–260 — pane comune, pizza a lievitazione breve.
- W 300–330 — brioche, croissant, impasti ricchi di grassi e zuccheri e lievitazioni medio-lunghe.
- W oltre 350 — panettone e grandi lievitati.
Il punto che quasi nessuno spiega: grassi e zuccheri indeboliscono la maglia glutinica. Un impasto brioche è carico di burro, uova e zucchero, e una farina media non riesce a sostenerlo. Il risultato è l’impasto che cresce e poi si siede in cella, o la brioche che in forno non spinge.
Un W320 è tarato esattamente per questo: abbastanza forte per reggere il carico, non così tenace da darti un prodotto gommoso.
Dove lavora
- Brioche e pan brioche — il suo campo
- Croissant sfogliati — regge la laminazione senza rompersi
- Maritozzi, trecce, veneziane
- Krapfen e bombe — tenuta in fritto
- Impasti in cella 12–24 ore — dove una farina debole ti abbandona
Il conto per pezzo
Qui sta la parte che cambia il tuo listino.
- Prendi il prezzo del sacco da 10kg e dividilo per 10: costo al chilo.
- Calcola quanti pezzi tiri da un chilo di farina. Su una brioche media parliamo di 15–20 pezzi.
- Dividi: ottieni il costo della farina per brioche. Sono centesimi.
Ora la domanda vera: quanto costa in più al pezzo passare da una farina media a una farina tecnica adatta? La differenza è di pochi centesimi. E quei centesimi ti danno un prodotto che puoi vendere a un prezzo diverso, perché visibilmente diverso.
La farina è una delle poche voci dove spendere di più si vede subito nel prodotto finito. Non è vero per tutto.

Come lavorarla senza rovinare il vantaggio
Inserisci i grassi per ultimi, a maglia glutinica già formata. Se metti il burro all’inizio, la farina forte non ti serve a niente: hai impedito al glutine di svilupparsi.
Fai la prova del velo prima di fermare l’impastatrice. Un lembo di impasto steso tra le dita deve diventare trasparente senza strapparsi. Quello è il momento in cui il W320 ha fatto il suo lavoro.
Controlla la temperatura finale dell’impasto. Un impasto surriscaldato perde struttura, e nessuna farina ti salva.
Conserva il sacco all’asciutto e al fresco, lontano dal forno. La farina assorbe umidità e odori.
Domande frequenti
Per quali impasti è indicata Molino Dallagiovanna Brioche Soft W320 10kg?
È una farina tecnica per impasti ricchi di grassi e zuccheri: brioche, pan brioche, croissant sfogliati, maritozzi, trecce, veneziane, krapfen. Regge lievitazioni medio-lunghe, comprese le maturazioni in cella da 12 a 24 ore, che sono il punto in cui una farina di media forza tende a cedere. Per idratazione e tempi fai riferimento alla scheda tecnica del prodotto.
Quanto costa Molino Dallagiovanna Brioche Soft W320 10kg all’ingrosso?
Il prezzo è riservato agli operatori professionali e lo vedi nella scheda prodotto, insieme al formato e alla disponibilità aggiornata. Il sacco da 10kg è il taglio adatto ai laboratori che alternano più farine e non vogliono immobilizzare magazzino su un singolo prodotto.
Vedi tutte le farine nella collezione Farine. Se stai sistemando anche i preparati, leggi la differenza tra completo, nucleo e miglioratore.
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