Un caffè lo vendi a un euro e dieci. Un caffè shakerato con panna e salsa al caffè lo vendi a tre e cinquanta.
Stessa macchina, stesso barista, stesso banco. Cambia una colata di topping e un bicchiere diverso.
Il topping caffè è l’unico prodotto della tua dispensa che lavora sul reparto che hai già. Non devi imparare niente, non devi comprare attrezzature. Devi solo smettere di venderlo a un euro e dieci.
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Il conto per porzione, con il metodo esatto
Fallo una volta con il tuo prezzo di scheda e non lo rifai più.
- Costo al grammo. Prezzo della bottiglia da 1kg diviso 1000.
- Grammi reali per porzione. Pesa la squeeze prima e dopo tre guarnizioni e dividi. Ti viene fuori che servono 8–12 grammi, non venti come credevi.
- Costo guarnizione. Costo al grammo × grammi. Sono centesimi.
- Porzioni per bottiglia. 1000 diviso i grammi reali: da un chilo tiri 80–120 porzioni.
Ora la parte che conta. Guarda il tuo listino:
- Caffè normale al banco: quanto?
- Caffè shakerato o freddo guarnito: quanto?
- Coppa gelato liscia contro coppa guarnita: differenza?
In quasi tutti i bar la differenza tra un caffè e un caffè lavorato sta tra 1,50 e 2,50 euro. Il costo della salsa è di pochi centesimi. Su 80–120 porzioni per bottiglia stai parlando di centinaia di euro di ricavo aggiuntivo per un chilo di prodotto.
Non esiste un’altra voce nella tua dispensa con questo rapporto. Nessuna.
Perché il caffè è il gusto più sottovalutato della vetrina
Le vetrine hanno tutte cioccolato, nocciola, caramello e fragola. Il caffè quasi mai.
Ed è un errore per tre motivi che valgono soldi:
È l’unico gusto adulto. Il cliente che entra alle 17 e non vuole «una cosa dolce da bambini» non ha alternative. Il caffè è la risposta, e quel cliente spende più della media.
Funziona in inverno. Gelateria e bar d’inverno perdono la guarnizione fresca e restano col cioccolato. Il caffè è il gusto che tiene acceso il banco a gennaio, quando la frutta non la vuole nessuno.
Coerente con ciò che il cliente è venuto a comprare. Entra in un bar per il caffè. Proporgli un dessert al caffè è la vendita più naturale che esista, e non ha bisogno di spiegazioni.
Le tre ricette che si vendono da sole
Caffè shakerato. Un espresso doppio, ghiaccio, sciroppo di zucchero, shaker, 15 secondi energici. Nel bicchiere freddo metti prima un giro di topping caffè sulle pareti interne: si vede attraverso il vetro e il cliente lo fotografa. Versi sopra. Volendo, panna e un’altra colata.
Affogato al caffè. Due palline di fiordilatte in coppa, espresso caldo versato davanti al cliente, e un giro di topping sopra prima di servire. Il topping regge dove l’espresso da solo scivola e sparisce: la guarnizione resta visibile fino all’ultimo cucchiaio.
Tiramisù al bicchiere. Savoiardo sbriciolato, crema, un giro di topping caffè a vista sul vetro, altro strato, cacao. In trenta secondi hai un dessert da tre euro e mezzo usando prodotti che hai già.

Perché la bottiglia squeeze conta più di quanto pensi
Tre motivi pratici, e sono quelli che ti dicono i baristi che l’hanno provata.
Il dosaggio è ripetibile. La coppa che servi alle 16 e quella che servi alle 22 sono identiche. Col cucchiaio dal barattolo no: si va sempre lunghi, e a fine settimana il conto non torna.
Il gesto dura due secondi. In un servizio di punta questo è l’unico criterio che conta. Una guarnizione che richiede dieci secondi non la fa nessuno quando c’è coda.
La densità tiene. Una salsa liquida scivola sul gelato e finisce sul fondo: il cliente si ritrova la guarnizione sotto. Un topping denso resta in superficie abbastanza per essere visto e fotografato, e la foto sui social del cliente è marketing che non paghi.
L’errore che costa più di tutti
Il topping tenuto sotto il banco.
Se la bottiglia non è in vista, il cliente non sa che la guarnizione esiste, e nessuno la chiede. Il barista deve proporla a voce, e a voce non la propone quasi mai perché ha fretta.
Cosa fare, in concreto: squeeze in vista accanto alla cassa, e una coppa guarnita esposta o una foto sul bancone. I locali che lo fanno smettono di chiedere «la vuole guarnita?» e cominciano a vendere la versione guarnita come standard.
La guarnizione è il margine più alto del tuo banco, e lo lasci sul tavolo ogni volta che il cliente non sa che è disponibile.
Rotazione: quando riordinare
Una bottiglia da 1kg fa 80–120 porzioni. Conta quante guarnizioni fai in una settimana normale e ti esce in quante settimane la chiudi.
La regola: quando apri l’ultima bottiglia, ordini la prossima. Su FoodItalyWorld l’ordine lo fai anche a mezzanotte dopo la chiusura, mentre stai sistemando il banco e ti accorgi che sei agli sgoccioli. Spediamo in tutta Italia e nei principali Paesi europei.
Domande frequenti
Quante porzioni si ricavano da Pregel Topping Caffè 1kg?
Con un dosaggio corretto di 8–12 grammi per porzione, da una bottiglia da 1kg si ricavano circa 80–120 guarnizioni. Il modo più affidabile per verificare il proprio dosaggio reale è pesare la bottiglia prima e dopo tre guarnizioni e dividere: quasi sempre si scopre di usare meno di quanto si pensa, oppure molto di più se si dosa col cucchiaio invece della squeeze.
Per quali preparazioni si usa il topping al caffè?
Caffè shakerato e caffè freddi, affogato al caffè, coppe gelato su basi neutre come fiordilatte e panna, tiramisù al bicchiere, milkshake e frappè, panna cotta, semifreddi, pancake e waffle. Funziona anche come guarnizione a filo sui dolci da colazione. È particolarmente indicato nei mesi freddi, quando le guarnizioni alla frutta vendono meno e la vetrina resta scoperta sui gusti adulti.
Vedi tutta la gamma nella collezione Arabeschi e Topping. Per il confronto con gli altri topping in squeeze leggi l’articolo sul topping frutti di bosco e il riscontro dal banco sul topping amarena.
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